À la une

In educazione la cronaca non esiste e lo scoop è fuori luogo. Le istantanee tradiscono la realtà, sovente illudono. Il senso delle cose non è apparente, va scoperto, occorre ragionarci su, pensarci con acribia, sospendere le sentenze e costruire proposte e rivedere ipotesi di lettura. Ascoltare, osservare, approfondire, correggere, riesaminare: la strada per capire di cose di scuole è irta di ostacoli e di errori, talvolta di rese. Le questioni celano versanti non frequentati, gli slogan traggono in inganno, deviano lo sguardo, la messa a fuoco non è regolata automaticamente. Per questo ogni notizia e ogni evento apre un orizzonte di riflessioni, di appunti e di interrogativi. 

À la une si sofferma sugli spunti che il quotidiano offre e propone letture lavorate.

Si può insegnare il fact-checking?

La capacità di discriminare contenuti validi e fonti attendibili nelle ondate ininterrotte d’informazioni e di messaggi che inondano i nostri giorni, non è più un’opzione. E’ ormai una delle competenze globali destinate a imporsi come indispensabile nel patrimonio...

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Incapaci e immeritevoli a scuola

Incapaci e immeritevoli a scuola

In educazione, i termini, chiari in origine, diventano semanticamente volatili con la transizione dei contesti d'uso, riservando trappole. Alla semplice riproduzione occorre, quindi, sostituire spesso un'attenta esegesi. E' il caso dell'espressione studenti "capaci e...

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Armeggiare attorno alla scuola

Armeggiare attorno alla scuola

Uno schizzo per il restauro conservativo della nostra scuola? Questo sembra l'articolo di Galli della Loggia ("Cattedre più alte per i Prof. Lettera sulla scuola") comparso sul Corriere della Sera martedì 5 giugno scorso. In realtà le dieci proposte dell'illustre...

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